Suggerimenti per non rovinare amicizie con la propria professione.
Avere molti contatti, spesso comporta a creare anche nuovi rapporti di amicizia oltre al semplice rapporto lavorativo.
Questa evoluzione è conseguenza di quando si lavora con serietà e fiducia reciproca, ma a volte se non si definiscono bene i limiti di tali rapporti, si rischia di mescolare lavoro e amicizia. Vi è mai capitato di fare un lavoro per un amico – o ancor peggio parente- e poi al momento di presentare il conto (come in qualsiasi lavoro) avere discussioni?

Questo scenario può capitare a tutti quando non si definiscono bene i confini tra rapporto professionale e rapporto relazionale. Ad un amico si può fare un piacere, ma deve essere ben chiaro che si tratta di un’eccezione e non deve essere intesa come una regola.
Come evitare di confondere i rapporti e tutelare attività professionale e relazione?
- Definire le attività: L’amico di turno o il parente che richiede il nostro servizio deve essere messo a conoscenza di quello che andremo a svolgere. Quando iniziate il progetto fate sapere quali saranno gli ambiti in cui andrete ad operare. Definite che il vostro compito si limiterà a svolgere A e B ma non C. Si fa presto ad approfittare delle competenze altrui quando vengono elargite a titolo gratuito.
- Definire compenso: mettete subito in chiaro quale sarà il vostro compenso. Sicuramente agevolare un amico si renderà necessario, ma almeno la vostra professionalità e soprattutto il tempo impiegato saranno valorizzati come con qualsiasi altro cliente. Il tempo è denaro anche quando si lavora per qualcuno che si conosce da molto tempo.
- Limitare il baratto: Se definire il compenso è importate per far capire ai vostri amici che non state lavorando per volontariato, cercate di limitare l’uso del baratto come moneta di scambio. Barattare la propria professionalità va bene fino ad un certo punto, dopo di che perde valore e potreste essere ricattabili per future “collaborazione”.
- Rispettare tempi: rispettare i tempi concordati significa impegnarsi a dare una soluzione concreta con quanto stabilito. Procrastinare l’attività solo perché ritenuta non rilevante o secondaria vi metterà nella condizione, di non essere incisivi nella vostra offerta e magari ricevere una cattiva promozione.
Qualunque sia il motivo per cui prestate la vostra opera ad amici, conoscenti o parenti accertatevi sempre di ricevere la giusta gratificazione.
Vi è mai capitato che qualcuno pretendesse una vostra prestazione a titolo gratutito? Come vi siete/sareste comportati?
